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Verano, camicia bianca abbandonata al Pincetto: cresce l’allarme profanazioni

Camicia bianca sporca e tagliata trovata al Pincetto del Verano, vicino all’angelo di Monteverde. Nuovi indizi e rimandi al caso Orlandi: allerta alta.

Verano, camicia bianca abbandonata al Pincetto: cresce l’allarme profanazioni

Roma alza il livello di attenzione al cimitero Verano dopo il ritrovamento di una camicia lunga bianco avorio, consunta e sporca, tra le tombe del Pincetto, riquadro 28. L’indumento, di foggia femminile, è stato recuperato vicino al monumento di Giulio Monteverde, autore della celebre statua dell’angelo nota per la fascetta tra i capelli, finita due anni fa nelle cronache per i rimandi al caso Orlandi.

La scoperta al Pincetto

La camicia presenta macchie diffuse e scolorite che fanno ipotizzare una possibile sottrazione a una salma. A insospettire è soprattutto un dettaglio: il lembo inferiore risulta tagliato con due colpi di forbice netti, in modo da portare via il quadrato dove c’era la tasca sinistra. Resta aperto l’interrogativo sull’intento dell’ignoto «operatore» cimiteriale e su cosa si sia voluto occultare, se un’etichetta o il ricamo di iniziali. Il recupero dell’indumento, definito «smozzicata», è avvenuto a circa una decina di metri dal tempietto di famiglia dei Monteverde.

Preoccupazioni e ipotesi su profanazioni

Nel camposanto monumentale sono emersi in passato episodi inquietanti. Circa un mese fa si è tornati a parlare di Marco Conocchia, 55 anni, già condannato per il furto di centinaia di fotografie razziate dalle lapidi, che sui social, alla vigilia di Pasqua, ha chiamato a raccolta le sue «ragazze», lodandole per il «lavoro» svolto nel cimitero. Nella stessa area, la vigilanza ha più volte notato giovani donne vestite di nero con simboli satanisti tatuati, catalogando però tali presenze come mode eccentriche e non come rituali pericolosi o perseguibili.

I rimandi all’angelo di Monteverde e al caso Orlandi

Nel 2024, dietro la statua dell’angelo con la fascetta tra i capelli, sono stati rinvenuti tre presunti oggetti-codice: la chiave di una utilitaria anni ’70-’80, una moneta da 100 lire e un barattolo di vernice verde. Proprio quella tonalità è stata utilizzata per una scritta davanti alla lapide della famiglia Donati Pace: «Zoff» nella prima riga e, sotto, i numeri «15-1-91», che vanno a comporre la data di approvazione del decreto-legge recante «misure in materia di sequestri di persona a scopo di estorsione e per la protezione di coloro che collaborano con la giustizia». Colpisce la coincidenza sportiva: l’ultima partita di Dino Zoff si disputò il 22 giugno 1983, giorno della scomparsa di Emanuela Orlandi. Da qui i sospetti su messaggi criptici e sul richiamo alla nota frase: «dove guarda l’angelo».

Area storica e vigilanza

Il Pincetto è la collinetta storica sulla sinistra del Quadrilatero del Verano, dove da non molti anni riposa anche Raimondo Vianello. Nel tempo gli investigatori avrebbero acquisito elementi tuttora al vaglio. Dopo la camicia priva di tasca, l’allerta resta alta e le verifiche proseguono nell’area monumentale.